Archivio per la Categoria “Linux”

Novità per il software libero.
E’ stato rilasciato da pochi giorni Ubuntu 10.04, l’ultimo aggiornamento della versione semplificata del sistema operativo Linux (realizzata dalla sudafricana Canonical).
Il africano il termine Ubuntu vuol dire “umanità verso gli altri” e su youtube è possibile trovare un video di Nelson Mandela che spiega la filosofia adottata dalla distribuzione di Canonical.
Ubuntu è gratuito, si scarica da Internet e questa versione si distingue per la velocità e la forte integrazione col mondo dei social network.
L’installazione comprende a sua volta programmi liberi coi quali è possibile navigare su Internet, scrivere documenti, gestire musica e foto.
Su ubuntu-it.org si trovano tutte le guide realizzate dalla comunità (che conta circa 12 milioni di utenti), si può chiedere aiuto sul forum o contribuire a migliorare il sistema operativo: con un po’ di impegno, tutti possono installare sul proprio computer il sistema operativo libero.

Da: Il Fatto Quotidiano del 6 maggio 2010

Articolo di Damiano Zito.

Comments Commenti disabilitati

Linux

Può l’open source essere un modello di business? Certo. Non ha dubbi Anthony Wassermann, professore alla Carnegie Mellon West, una delle voci più autorevoli nel panorama internazionale dell’open source, ospite d’onore al convegno “L’open source come modello di business”, organizzato dalla Fondazione Politecnico di Milano e Ibm. Certo, ripete Wasserman, altrimenti non si spiegherebbe come mai nelle organizzazioni l’open source è dappertutto. Nelle infrastrutture Web services, application server, browser, mail server, sistemi operativi,..), nello sviluppo applicativo (modeling, testing, gestione della configurazione, project management,..), nelle stesse applicazioni, dal finance al Crm, dalle applicazioni verticali alle Sfa, all’audio video. L’espansione dell’open source, secondo Wassermann, è guidata dalla crescente accettazione dei principali prodotti open source (Linux, Apache, Firefox, JBoss, Eclipse), e, diciamolo, dalla insoddisfazione procurata agli utenti dai software tradizionali. Wassermann individua nove modelli, integrabili tra di loro e capaci in questa integrazione di esaltarsi. Vale la pena di elencarli paro paro, citando anche le aziende protagoniste dell’offerta: sottoscrizione (per versioni aggiornate di prodotti open source; Red Hat e Novell), supporto e training (Covalent, per esempio), packaging (per integrare open source con altri prodotti, come fa OpenLogic), hosted (per fornire servizi online basati su open source; Google e Yahoo), doppie licenze (per versioni libere; MySql), patrocinio (Ibm), miglioramento commerciale (RedHat, Oracle), consulenza (Accenture, Ibm), reseller (molti in tutto il mondo). Una grande vivacità, come si vede, anche se non mancano gli ostacoli. Innanzitutto, le paure e incertezze sollevate dalla gestione e da supporto e formazione, la perdurante convinzione sulla superiorità di caratteristiche e funzionalità dei prodotti commerciali, le preoccupazioni sugli aspetti di licenza e i relativi contenziosi, e altro ancora. Al convegno sono stati presentati i primi risultati di uno studio condotto dal Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano, che ha sviluppato un modello di analisi e di classificazione dei vari aspetti organizzativi relativi allo sviluppo dell’open source. Lo studio, basato sull’analisi di 75 progetti di open source di una certa rilevanza, ha rilevato che l’open source non si limita alla licenza con cui un’applicazione software viene rilasciata, ma si riferisce anche a modelli manageriali che stanno alla base del processo di sviluppo. I ricercatori stabiliscono che non esistono solo Microsoft e Linux, ma un continuum fra open e close. Dalla ricerca emerge che gli approcci di gestione dei progetti vicini all’estremo aperto hanno qualità più elevata, ma comportano anche costi maggiori, dovuti al forte impegno necessario per coordinare i vari (e numerosi) membri della comunità. La ricerca evidenzia anche il forte ruolo rivestito dalle aziende: più del 50% del lavoro è svolto, direttamente o indirettamente, da persone pagate per perseguire specifici obiettivi strategici e commerciali. Dal convegno arriva una raccomandazione per le software house, che non devono aspettarsi tanto una riduzione dei costi di sviluppo, quanto piuttosto il vantaggio derivato da un contesto che può contribuire al loro sviluppo, facendo leva su meccanismi di community marketing capaci di stimolare e recepire contributi da un ambiente globale.

Fonte: Il Sole 24 Ore 

Comments Commenti disabilitati

Linux

Un PC con sistema operativo Linux per ogni posto.
É la novità dei nuovi aerei della Singapore Airlines.
Per molte compagnie aeree l’intrattenimento è il primo servizio ad essere tagliato per ridurre le spese e massimizzare i profitti.
Non è così per Singapore Airlines che della qualità dei passatempi a bordo ha sempre fatto un marchio di fabbrica.
Quest’anno è il trentesimo anniversario di KrisWorld, il sistema di intrattenimento della compagnia.
Per l’occasione la Singapore Airlines ha deciso di lanciare una nuova versione.
La novità più importante è appunto la scelta di dotare ogni posto di un Pc.
KrisWorld 2007 si basa su un server Linux a cui sono connesse tutte le postazioni.
I contenuti multimediali sono on-demand e trasmessi in streaming dal server al singolo computer.
Il catalogo comprende 100 film, 150 show televisivi, 700 album musicali, 22 stazioni radio, 65 videogiochi, lezioni di lingua e guide turistiche.
I Pc poi, possono essere utilizzati autonomamente.
In ogni postazione è installato un sistema operativo linux e una versione aggiornata di StarOffice.
Ci sono poi porte Usb a cui è possibile collegare lettori mp3, chiavette o hardisk esterni.
I computer non hanno la tastiera ma è possibile acquistarla a bordo.
Per il momento non è ancora possibile connettersi a internet ma la compagnia sta studiando una soluzione.
Singapore Airlines è una delle compagnie più attente a fornire passatempi ai propri clienti.
La prima versione di KrisWorld risale al 1977.
Il gruppo poi è stato tra i primi a fornire contenuti audio e video on demand.
Con questa innovazione Sia offre ai suoi passeggeri un’assaggio di quello che potranno trovare sui nuovi Airbus A380 e Boieng 737 Dreamliner.
Fonte: Il Sole 24 Ore 

Comments Commenti disabilitati