La Fiera di Lucca, che nel bellissimo centro della città ospita per quattro giorni (cinque per l’edizione 2011) appassionati di fumetti, film e giochi (dai videogames ai giochi di ruolo), autori, editori e commercianti del settore, si è chiusa anche quest’anno, facendo registrare dei numeri veramente impressionanti che la collocano al terzo posto di importanza mondiale nell’ambito di manifestazioni di questo tipo. Nonostante questo, tale evento è passato completamente sotto il silenzio dei principali media d’informazione.
Le presenze totali durante i cinque giorni di manifestazione sono state di 155.000 persone; e questo solo per quanto riguarda i visitatori paganti, perché moltissime persone hanno scelto di partecipare agli eventi gratuiti. 450 sono stati i giornalisti accreditati, oltre 500 gli stand presenti divisi nelle cinque aree (Comics, Games, Junior, Movie e Music), che coprivano oltre 22.000 metri quadrati su sette piazze cittadine.
Tra i visitatori, sono stati 950 gli aspiranti fumettisti che hanno mostrato i loro book agli editori presenti, mentre 900 bambini hanno preso parte alle attività per loro organizzate nell’area Junior, e 1000 sono stati i Cosplayer (persone travestite con costumi visti nei fumetti e cartoni animati, soprattutto giapponesi, parte immancabile e colorata alle fiere del fumetto) che si sono iscritti alle sfilate.
Una proposta ampia e variegata che può accontentare i gusti di tutti; speriamo che in futuro manifestazioni come queste possano esser prese un po’ più in considerazione anche al di fuori dei canali specializzati, in modo da riuscire a sconfiggere il pregiudizio tutto italiano che vede il fumetto come un medium inferiore alla letteratura classica, mero intrattenimento per bambini ben lontano dalla ‘vera’ letteratura.
Non c’è pace nella galassia nagaiana. Proprio quando credi di aver individuato almeno un paio di culti assoluti della vecchia Tv dei robottoni animati (magari con un Mazinga Z o, a caso, un Ufo Robot Goldrake), spunta un “fuori collana” come Mazinkaiser (2001): più o meno la stessa orbita, più o meno reboot di qualità con design sopraffino e armature metalliche “ganze” a rimpiazzare l’antica corazza. Ma poi. Proprio quando credi di aver messo a tacere l’ultimo languore di novità del sommo Go Nagai, memore che al nome Mazinga corrisponde in ordine rigorosamente sparso una piccola enciclopedia, dalla A di Mazinger Angels alla Z di Mazinger Edition Z – The Impact!, ecco spuntare un’altra follia d’artista delle sue: Mazinkaiser SKL (2011).
Tre episodi tre di stratosferico OAV a pallettoni, senza corpetto protettivo. L’anime di Jun Kawagoe (Kotetsushin Jeeg, un nome un programma) si lancia a testa all’ingiù in una timeline a parte della mazin-saga, spin-off di Mazinkaiser con quell’incoscienza tipica degli anime giapponesi che rischia di stordire o incattivire i fan oltranzisti. Quelli devoti alla galassia nagaiana primigenia, insomma. Come altrove, si parte con gettito continuo di azione e combattimenti, tra squadroni speciali bucherellati a inizio missione da pioggia di proiettili e due pazzoidi di piloti che si scambiano la cloche di comando alla guida del Mazinkaiser SKL. Altro che robottone! Un golem di metallo con mano più scaltra di Clint Eastwood e spada titanica che farebbe impallidire di invidia Berserk. Ovviamente: libero accesso a personaggi di altre opere di Nagai. E a squisitezze tecniche, dallo Skull Pilder a forma di teschio alle armi impugnate, che alimenteranno le discussioni tra i fan.
In arrivo in Italia, l’OAV è pronto a stupire, dividere le opinioni, scatenare i fan da una parte e dall’altra. In patria ha dato vita a un fumetto e a un romanzo apparso a puntate su “Dengeki Hobby Magazine”, senza contare la produzione di modellini e edizioni in dvd da collezione.
Estratto del booklet del Dvd/Blu-ray di Evangelion 2.22:
“…Evangelion, nuova versione cinematografica: Intermezzo (dove letteralmente “Intermezzo” è la traduzione del giapponese “Ha”, ndr) è il titolo del secondo lungometraggio della riedizione filmica dedicata a Evangelion.
Perché “intermezzo”? Qual è la struttura cui il termine “intermezzo” fa riferimento?
Ancora prima dell’uscita al cinema del primo film furono annunciati i titoli di una trilogia, ovvero “prologo-intermezzo-epilogo” (in giapponese “jo-ha-kyu”). La struttura detta “jo-ha-kyu” appartiene al mondo dello spettacolo giapponese, e a quello delle arti marziali.
Il lungometraggio Prologo (2007) ha trascinato la serie anime Neon Genesis Evangelion (1995) nel nuovo millennio, fornendone, grazie soprattutto all’impiego delle innovative tecnologie CG, un’edizione adatta al passaggio cinematografico.
Possiamo pensare all’intera Nuova versione cinematografica come a una ferrovia.
Il convoglio partito con Prologo dalla stessa stazione dell’anime ne ha percorso il medesimo tragitto, muovendosi su binari identici a quelli della serie. Ma a un certo punto il treno ha cambiato linea: ben presto anche i paesaggi a cui i passeggeri si erano abituati hanno assunto un aspetto differente…”
Il giorno della prima, 27 giugno 2009
Data di uscita: fine Ottobre 2010
Edizione DVD & Blu-Ray: Limited Edition comprendente Digipack, Booklet e Gadget speciale
Evangelion, nuova versione cinematografica: Intermezzo (dove letteralmente “Intermezzo” è la traduzione del giapponese “Ha”, ndr) è il titolo del secondo lungometraggio della riedizione filmica dedicata a Evangelion.
Perché “intermezzo”? Qual è la struttura cui il termine “intermezzo” fa riferimento?
Ancora prima dell’uscita al cinema del primo film furono annunciati i titoli di una trilogia, ovvero “prologo-intermezzo-epilogo” (in giapponese “jo-ha-kyu”). La struttura detta “jo-ha-kyu” appartiene al mondo dello spettacolo giapponese, principalmente a quello delle arti marziali.
Il lungometraggio Prologo (2007) ha trascinato la serie anime Neon Genesis Evangelion (1995) nel nuovo millennio, fornendone, grazie soprattutto all’impiego delle innovative tecnologie CG, un’edizione adatta al passaggio cinematografico.
Possiamo pensare all’intera Nuova versione cinematografica come a una ferrovia.
Il convoglio partito con Prologo dalla stessa stazione dell’anime ne ha percorso il medesimo tragitto, muovendosi su binari identici a quelli della serie. Ma a un certo punto il treno ha cambiato linea: ben presto anche i paesaggi a cui i passeggeri si erano abituati hanno assunto un aspetto differente.
Evangelion, nuova versione cinematografica: Intermezzo (dove letteralmente “Intermezzo” è la traduzione del giapponese “Ha”, ndr) è il titolo del secondo lungometraggio della riedizione filmica dedicata a Evangelion.
Perché “intermezzo”? Qual è la struttura cui il termine “intermezzo” fa riferimento?
Ancora prima dell’uscita al cinema del primo film furono annunciati i titoli di una trilogia, ovvero “prologo-intermezzo-epilogo” (in giapponese “jo-ha-kyu”). La struttura detta “jo-ha-kyu” appartiene al mondo dello spettacolo giapponese, principalmente a quello delle arti marziali.
Il lungometraggio Prologo (2007) ha trascinato la serie anime Neon Genesis Evangelion (1995) nel nuovo millennio, fornendone, grazie soprattutto all’impiego delle innovative tecnologie CG, un’edizione adatta al passaggio cinematografico.
Possiamo pensare all’intera Nuova versione cinematografica come a una ferrovia.
Il convoglio partito con Prologo dalla stessa stazione dell’anime ne ha percorso il medesimo tragitto, muovendosi su binari identici a quelli della serie. Ma a un certo punto il treno ha cambiato linea: ben presto anche i paesaggi a cui i passeggeri si erano abituati hanno assunto un aspetto differente.