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“Addio al grande innovatore” dice il presidente americano Barack Obama. “Mi mancherà immensamente” gli fa eco Bill Gates, fondatore di Microsoft, il grande amico-rivale di Steve Jobs alla notizia della sua morte prematura.
Noi, nel nostro piccolo, unendoci alle voci di tutto il mondo possiamo solo dire “Ciao, Steve…”
“…la morte è molto probabilmente la migliore invenzione della vita. È l’agente di cambiamento della vita. Spazza via il vecchio per fare posto al nuovo. Il tempo a vostra disposizione è limitato, per cui non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro”.(Steve Jobs – 2005)
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Per quelli che come me all’epoca dell’uscita del cartone animato di Gundam hanno compreso che non era un anime comune e rivedendolo da persona adulta capiscono che in confronto a cartoni animati di oggi non c’è storia!
E’ vero, gli anni 80 sono gli anni 80, storie forse più dure e tristi alle volte, ma sicuramente non vuote come quelle moderne, ma è solo un mio parere.
Lasciando stare la malinconia per certi tempi passati, Bandai propone per la fine di Settembre, il kit di montaggio della Base Bianca, la casa se vogliamo, del pilota di Gundam Amuro e compagni, una serie tutta nuova di modelli denominata “Gundam Ex Model”, che a dire il vero non dice in che scala sia, ma solo vedendo l’immagine, posso dedurre che il modello diverrà lungo circa 20/25 cm.
Questa nuova serie di kit proporrà esclusivamente i mezzi e le astronavi della serie, senza bisogno di colla o colorazione come quasi la totalità dei kit Bandai, ultima nota il prezzo, circa 45 Euro, che amio avviso avendo anche dei piccoli Mobile Suite in confezione è un’ottimo prezzo.
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Il regista Osamu Dezaki, tra i più apprezzati e influenti registi dell’animazione seriale giapponese, è morto ieri a 67 anni per le complicazioni di un tumore ai polmoni. Pur avendo sempre lavorato su soggetti scritti da altri, Dezaki ha saputo imprimere uno stile personale e riconoscibile alle serie da lui dirette, caratterizzato da soluzioni registiche originali e innovative (lo split screen, il fermo immagine) e da un pessimismo di fondo che imprimeva, spesso, un taglio più adulto a serie destinate a un pubblico di giovanissimi.
Nato a Tokyo il 18 novembre del 1943, Dezaki inizia la sua formazione nella Mushi Productions di Osamu Tezuka, dove lavora come disegnatore e direttore dell’animazione in serie storiche degli anni ’60 come Astro Boy, Kimba il leone bianco e Monkey. Nel 1970 gli viene affidata la regia di Rocky Joe, grandissimo successo in Giappone (e più tardi in Italia), che tuttavia segna la rottura con Tezuka per varie incomprensioni, e la formazione della casa di produzione Madhouse. Da allora, la carriera di Dezaki diventa prolifica e ricca di grandi successi, tra cui vanno ricordati Jenny la tennista (1973), Il tulipano nero (1975, di cui fu autore dello storyboard), Capitan Jet (1977) e L’isola del tesoro (1978).

I suoi lavori più noti, quelli a cui il suo nome viene maggiormente associato, sono tuttavia Remì (1977), dolente odissea nella povertà tratta dal romanzo Senza famiglia di Hector Malot e Lady Oscar (1979) in cui Dezaki subentrò a partire dal diciannovesimo episodio, dopo il calo di ascolti che la serie stava riscontrando. Tra gli anni ’80 e i ’90 si trasferisce negli USA, dove insegna tecnica dell’animazione e dirige serie e lungometraggi destinati a un pubblico più adulto: tra questi ultimi, si ricordano Space Adventures Cobra (1982), Golgo 13 (1983) e Golgo 13: Queen Bee (1998).
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